Borgo dei Borghi d’Italia

Il 2015 è stato un anno molto propizio per Montalbano Elicona, piccolo comune siciliano che si staglia prepotente tra la catena dei Peloritani e quella dei Nebrodi. Innanzitutto perchè è stato eletto, con largo consenso popolare, “borgo dei borghi” d’Italia, un lusinghiero riconoscimento attribuito dall’ormai famoso concorso bandito dalla trasmissione di Rai Tre “Alle falde del Kilimangiaro”, presentato da Camila Raznovich e Dario Vergassola.

Tutta l’Italia ha partecipato al concorso e i comuni in gara, inizialmente, erano 40, per poi ridursi a 20. Come mai il successo ha bussato alle porte di Montalbano e non della vicina Cefalù, ad esempio? Alla base c’è l’amore tipico dei siciliani verso la propria terra, soprattutto di quei siciliani che quella terra ormai la vedono raramente se non mai. Gli oriundi, al giorno d’oggi, sono molto più numerosi dei siciliani stessi.

Montalbano Elicona (Me), veduta dall’alto – Foto Belfiore ©

Montalbano, dunque, è il classico paesello di montagna siciliano che evoca ricordi e nostalgie di un’infanzia perduta. I suoi vicoli, le sue antiche mura, i boschi ombrosi e odorosi, il silenzio che vi domina, ancorano la memoria e maturano il continuo desiderio del ritorno. In più, Montalbano riserva ai suoi abitanti e ai visitatori il meraviglioso spettacolo panoramico sul mare e sulle Isole Eolie. Un unicum imperdibile.

Montalbano Elicona (Me), scorcio del Castello Federiciano – Foto Belfiore ©

Da poco più di 900 metri d’altezza, le sue quasi 2.500 anime osservano tutto con la serenità e la grandezza dei Ciclopi. Cittadina medievale nata per funzioni di controllo in quella porzione del mar Tirreno, deve il suo nome quasi certamente alle bianche mura del castello che la sovrastava (Mons Albus o albanus, monte bianco). Il castello è di probabile origine araba, poi evolutosi in epoca normanna e, infine, in epoca aragonese con Federico II (pronipote del più famoso Federico II di Svevia).

 

Federico III Re di Sicilia (13 dicembre 1272-25 giugno 1337)

 

Federico d’Aragona, III re di Sicilia, è ricordato per le sue riforme amministrative (aumentò i poteri del Parlamento Siciliano, divise la Sicilia in quattro valli: Val Demone, Val di Noto, Val di Mazara, Val di Girgenti).

Il castello corrisponde a parte di questa sua volontà di riforma: rappresentazione del potere reale e punto di riferimento del nuovo assetto urbanistico del paese medievale. Pur presentando delle caratteristiche architettoniche difensive, infatti, il castello montalbanese ha un aspetto e una vivibilità di livello palaziale. Qui il re veniva per rilassare il proprio animo avvilito dalle continue guerre e dalle frequenti scomuniche del papa. Qui, in compagnia dello scienziato catalano Arnaldo da Villanova, Federico si dedicava all’astrologia e all’alchimia, pensando di riceverne dei benefici in termini di salute.

Il Villanova, medico e alchimista senza pari per quell’epoca, grazie alle sue potenti arti, riusciva a curare anche i calcoli renali di cui era affetto il pontefice Clemente V. Grande viaggiatore, si spostava frequentemente tra la Spagna, l’Italia e la Francia dove portava a compimento diverse missioni diplomatiche per Federico e dove era pronto a diffondere il suo sapere e mettere in atto le sue pratiche esoteriche. Durante uno di questi viaggi, trovava la fine dei suoi giorni a Genova, nel 1313. Il suo corpo non è stato mai più trovato e i suoi libri sono stati distrutti dal tribunale dell’inquisizione.

Nel 1969, in seguito ad alcuni scavi compiuti all’interno del castello di Montalbano Elicona, si scopriva la sua tomba. L’importanza del suo personaggio è riemersa dopo il 2009 in seguito alle indagini compiute da alcuni studiosi sui megaliti dell’Argimusco. Cosicchè la sua tomba è stata restituita al pubblico dopo tanti anni dalla sua scoperta, il 7 maggio 2015.